lunedì 24 maggio 2010

Bilancio


Questi sono i maialetti di casa Milo. Eh lo so, che quelli di Auro e di DulcisInFurno sono molto più belli, e soprattutto più maiali, ma io sono altrettanto allergica alle fatiche inutili. Quindi, per esempio, non mi piace fare pacchi regalo elaborati, perché detesto spendere tanto tempo per qualcosa che verrà stracciato in tre secondi netti. In questo caso, è vero, avrei potuto sforzarmi un po' di più perché sapevo che il risultato finale sarebbe stato strepitoso, ma a quest'ora proprio non ne avevo più voglia. E poi, dopo aver reimpastato i ritagli di pasta la prima volta, m'è passata qualsiasi fantasia - la pasta non si stendeva più bene come prima, faceva resistenza e sembrava aver perso ogni elasticità: se avessi dovuto ancora ritagliare nasi e orecchie avrei finito per buttar via tutto, esasperata.

Quindi, insomma, questi si potrebbero definire l'essenza dei maialetti di brioche? Se avessero un'anima, sarebbe fatta così? Be', io intanto vi posso dire che buoni, sono buoni. Li ho fatti in versione dolce, ripieni di marmellata di fragole; un paio si sono comportati male e hanno fatto scappare buona parte del ripieno, ma la foto ha già ristabilito l'ordine iniziale. La pasta è leggera e morbida, tutt'altra cosa rispetto ai buns di ieri, che stamattina erano sempre bellissimi ma malinconicamente gnecchi e che infatti andranno ripensati e ripreparati. La ricetta di ieri, come accennavo, è quella del libro in dotazione al chenvud, non sto a passarvela perché non ne vale la pena. La prossima volta ho solo l'imbarazzo della scelta: quella della bibbia di Leiths, quella con la crema di Croce&Delizia o quella (sempre con la crema) del sito Paneangeli.

Ma penso che proverò quella di Leiths, perché oggi ho fatto anche il pane come spiegato da loro, ed è venuto buonissimo: così buono che è già infotografabile, perché troppo assaggiato. Un semplicissimo pane bianco, che ho tra l'altro cotto in uno stampo a cassetta troppo grande, appena appena profumato di olio d'oliva (che ho sostituito al burro), con una mollica densa e morbida e una crosta molto gustosa. Dopo anni di tentativi e di mattoni insapori, sono sorpresa e felice di questo risultato così immediatamente positivo, che da parte mia non ha richiesto nessuno sforzo, se non un po' di attenzione nel seguire la lievitazione (= andare a controllare ogni 5 minuti e trattenersi a stento dal fare Oooooh).

Ah, stamattina ho preparato anche una nuova versione dei paninetti al cucchiaio serviti alla libreira Massena sabato scorso: questa volta insaporiti con pancetta, emmental e cipollotto. La ricetta originale, perfetta, è di Deb di Smitten Kitchen.

Per cui, direi che il chenvud e io possiamo andare a dormire soddisfatti :)

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